di REDAZIONE-
Potrebbe essere la volta buona per stappare l’imbuto di auto che soffoca l’ingresso nord di Viterbo
Dopo oltre vent’anni di attese, il progetto per l’allungamento dell’asse del Poggino compie un passo decisivo e riaccende le speranze di alleggerire uno dei nodi viari più critici della città. La terza commissione comunale ha infatti dato il via libera all’unanimità alla variante urbanistica necessaria per dichiarare la pubblica utilità dell’opera e avviare gli espropri. Il prossimo passaggio sarà l’approvazione in consiglio comunale, ma il tracciato sembra ormai segnato.
L’intervento prevede la realizzazione di una nuova strada lunga circa 1,8 chilometri, parallela alla Cassia nord, pensata per distribuire meglio i flussi di traffico in entrata e in uscita da Viterbo. Il collegamento partirà dal termine di via dell’Industria al Poggino, attraverserà la zona delle Pantane e confluirà sulla Cassia all’altezza del bivio con strada Commenda. In quel punto è prevista una rotatoria che metterà in sicurezza l’incrocio davanti all’ex albergo-ristorante Oasi, da tempo considerato pericoloso.
A illustrare i dettagli è l’assessore alla qualità degli spazi urbani, Emanuele Aronne, che sottolinea la complessità di un iter iniziato nei primi anni Duemila: «Il percorso interamministrativo è stato lunghissimo. Già nel 2012 la giunta Marini aveva posto le basi, anche se senza risorse. Oggi però la visione è finalmente concreta: due arterie parallele che alleggeriranno sensibilmente la viabilità».
Non mancano le sfide tecniche, a partire dalla gestione idraulica di un’area che non a caso si chiama Pantane. «La regimentazione delle acque chiare è prevista e richiederà grande attenzione», spiega Aronne, consapevole della delicatezza del contesto.
L’opera avrà effetti anche sul tessuto produttivo della zona. Gli espropri riguarderanno terreni agricoli, con un costo contenuto per il Comune – circa 4 euro al metro quadro – e porteranno all’acquisizione di aree che resteranno nel patrimonio pubblico. L’amministrazione pensa già al loro utilizzo: «Nel quadrante mancano 6,6 ettari di servizi – afferma l’assessore – e una delle ipotesi è realizzare un’area per camper a lunga sosta».
Sul fronte economico, come molte opere pubbliche dopo la pandemia, anche la “parallela del Poggino” ha risentito dell’aumento dei prezzi. Il costo complessivo è salito dai 3,4 milioni iniziali agli attuali 5,7 milioni di euro. Per coprire la differenza, il Comune ha riallocato risorse originariamente destinate ad altri interventi, come la costruzione di una piscina. Ora l’obiettivo è accelerare per evitare ulteriori rincari legati ai nuovi prezzari.
Il clima politico appare favorevole: in commissione il voto è stato unanime e anche dall’opposizione sono arrivati segnali di collaborazione. Il consigliere di Fratelli d’Italia Gianluca Grancini ha auspicato che i lavori diventino l’occasione per potenziare anche le infrastrutture sotterranee, in particolare il sistema fognario di una zona che ne ha bisogno.
Se il consiglio comunale confermerà quanto deciso in commissione, Viterbo potrebbe davvero vedere sbloccarsi un’opera strategica, capace di ridurre i tempi di percorrenza e di “stappare” finalmente l’imbuto di traffico che da anni soffoca l’ingresso nord della città.








