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Viterbo tra i motori della crescita: nel 2026 sarà tra le province più dinamiche d’Italia

di REDAZIONE-

VITERBO- Viterbo si conferma una delle realtà economiche più vivaci del Lazio e dell’intero Paese. Le previsioni sul Pil 2026 elaborate dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre collocano la provincia al 16° posto in Italia, con una crescita stimata dello 0,80%. Un risultato che la pone al secondo posto nel Lazio, subito dopo Roma, e che sorprende per la capacità di superare territori considerati storicamente più industrializzati, come Bergamo e Monza-Brianza.

Secondo la Cgia, il dato testimonia un rinnovato clima di fiducia verso le potenzialità economiche della Tuscia, capace negli ultimi anni di attrarre nuova progettualità e investimenti.

La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, legge il risultato come una conferma del percorso intrapreso dal territorio: “Il riconoscimento della Cgia di Mestre è un segnale estremamente incoraggiante, frutto di un lavoro costante per restituire dignità e credibilità alla città. Le imprese credono in Viterbo perché vedono una comunità che ha scelto di rimettersi in cammino con serietà e visione”.

Frontini ribadisce l’impegno dell’amministrazione nel continuare a creare le condizioni per uno sviluppo equilibrato, capace di coniugare crescita economica, occupazione e qualità della vita.

Nel complesso, il Lazio si posiziona al secondo posto nazionale per crescita del Pil prevista nel 2026, con un incremento medio dello 0,78%. A trainare la regione è soprattutto Roma, che con una crescita stimata dello 0,81% si colloca al 13° posto in Italia.

Le altre province mostrano però performance più contenute: Rieti: 42° posto, +0,66%,  Latina: 50° posto, +0,61%,  Frosinone: 79° posto, +0,46%.

Il quadro evidenzia un Lazio a due velocità, caratterizzato da significativi divari territoriali. In questo scenario, Viterbo emerge come una delle realtà più virtuose, rafforzando il proprio peso strategico all’interno della regione e confermando l’importanza di politiche mirate per sostenere i territori meno dinamici.

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