VITERBO – “Panchina rossa alla Uil, contro la violenza di genere e i femminicidi. Nella Tuscia è la prima panchina rossa davanti a una sede sindacale”. Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo.
Questa mattina l’inaugurazione in via Cardarelli 22 a Viterbo. Assieme a Turchetti, ci sono la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il consigliere Umberto Di Fusco in rappresentanza della provincia, la delegata alle pari opportunità di palazzo dei priori Melania Perazzini, la responsabile regionale delle pari opportunità del Uil Fp Federica Fiorelli, il segretario generale della Uil Fpl Viterbo Diego Basile, la responsabile alle pari opportunità della Uil Fpl Viterbo Silvia Breccola, la segretaria generale della Uil scuola Viterbo Silvia Somigli, il segretario generale della Feneal Uil Viterbo Francesco Palese, il responsabile del dipartimento enti locali della Uil Fpl Stefano Di Meo, Enrico Ponti component del consiglio nazionale della Uil Pensionati, Andrea Turchetti funzionario della UilTucs Viterbo, la responsabile del Patronato della Uil di Viterbo Ilaria Palese e il segretario generale della Uila Viterbo Antonio Biagioli.
Una panchina voluta dalla Uil Viterbo e dalla Uil Fp Viterbo. Una panchina rossa con bande arcobaleno.
“Una giornata importante – sottolinea Turchetti –. Un’iniziativa fortemente voluta dal sindacato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e promuovere una cultura del rispetto. La nostra è la prima sede sindacale con una panchina rossa. Ne siamo orgogliosi. Un simbolo eterno contro la violenza di genere”.
“Possiamo anche installare un miliardo di panchine rosse – spiega poi Breccola –, ma il dramma dei femminicidi è all’ordine del giorno. Non si possono sentire nei notiziari giornalistici di donne uccise con 14,15.. 20 coltellate. C’è necessariamente bisogno di un grande sforzo istituzionale, sociale e culturale. Istituzionale, perché al di là dei provvedimenti più severi presi ultimamente contro questo fenomeno le istituzioni devono mettere in campo necessariamente uno sforzo sociale proprio da parte dei servizi sociali e dei consultori in collegamento con le forze dell’ordine. Culturale, perché bisogna aprire un percorso scolastico sul rispetto delle persone in quanto tali, uomini e donne, in modo che le giovani generazioni non abbiano una visione distorta che arriva da Internet dove vedono la donna solo come un oggetto sessuale da sfruttare e possedere. Bisogna arrivare a porre le basi per questa società con un pensiero fondamentale, che uomini e donne sono esseri viventi pensanti con i loro bisogni e le loro necessità. La Uil Fp nazionale, la Uil Fp regionale, e voglio ringraziare della presenza Federica Fiorelli, responsabile regionale delle pari opportunità, e la UiL FP di Viterbo con questa panchina dimostrano che il faro acceso sulla tematica delle pari opportunità e delle politiche di genere non sarà mai spento”.
“Il tema della violenza di genere viene ormai affrontato, finalmente, tutti I giorni – dice Frontini –. Una settimana, questa, scelta non a caso anche per il Festival dell’educazione emotiva e all’affettività. Per parlarne nelle scuole. Perché la cultura delle relazioni sane e del rispetto vanno portate nelle scuole, per avviare innanzitutto un percorso di consapevolezza. Tutto questo anche per sottolineare che i cittadini viterbesi e le istituzioni che li rappresentano hanno una grande sensibilità sull’argomento. Tutto noi abbiamo vissuto relazioni tossiche e di prevaricazione. Non ci si deve vergognare, se ne deve parlare. Per salvare delle vite, per costruire nuove relazioni. E per azzerare la violenza”.
“Il sindacato – aggiunge Fiorelli – dice no alla violenza di genere. Il sindacato promuove rispetto, dignità e autodeterminazione delle donne in ogni ambito della società. Un tem ache sentiamo tutti”.
“La panchina rossa con bande arcobaleno – interviene Basile –, simbolo universale contro la violenza di genere e il femminicidio, rappresenta il vuoto lasciato dalle donne vittime di violenza e serve come monito e impegno collettivo per contrastare il femminicidio e la violenza maschile sulle donne. Il prossimo febbraio, con la nascita della nuova categoria Uil funzione pubblica, temi così importanti quali la violenza sulle donne e di genere saranno tutelati inserendo un’apposita delega nella segreteria provinciale. L’invito della Uil Fpl è rivolto a tutta la comunità viterbese: istituzioni, lavoratori, cittadini e associazioni sono chiamati a partecipare e a condividere un messaggio di responsabilità collettiva. La panchina rossa rimarrà come testimonianza visibile dell’impegno contro ogni forma di violenza, un segno permanente a ricordare che la lotta al femminicidio non è una ricorrenza, ma un dovere quotidiano”.
“La cultura della donna – evidenzia Somigli – deve partire dalla scuola. Un’operazione culturale che deve essere revisionata dal legislatore concependo una nuova educazione all’affettività nella quale la cultura della donna deve diventare la cultura del rispetto. La donna è custode di tante virtù, a partire dalla capacità nella vita di fronteggiare tutte le situazioni dove solo ed esclusivamente la donna può dare una svolta alla risoluzione dei problemi. La cultura della diversità deve partire dai banchi di scuola per ricordarci che la scuola è la seconda agenzia educativa dopo la famiglia. Famiglie che troppo spesso, in questi giorni, vacillano. E lo vediamo dai fatti di cronaca. Una scuola che deve riscoprire e valorizzare il significato culturale della donna”.
“I simboli sono pietre miliari di una società – conclude infine Di Fusco –. Questa panchina mette insieme i colori della pace da un lato e il rosso del sangue dall’altro. In mezzo, un No che va rispettato. Per far sì che i colori della pace possano prendere il sopravvento su tutto il resto della panchina”.









