di REDAZIONE-
VITERBO- Un fisco più giusto e meno oppressivo per i contribuenti in regola, ma rigoroso nei confronti della grande evasione. È la linea tracciata dall’assessora alle Politiche economiche Elena Angiani durante la discussione del Documento unico di programmazione (Dup), che delinea il futuro della riscossione tributaria del Comune di Viterbo.
Al centro della strategia c’è una revisione delle politiche sull’Imu. L’amministrazione comunale sta infatti lavorando a una modifica del regolamento per rendere più sostenibili i piani di rientro: l’obiettivo è semplificare le procedure di rateizzazione e consentire, per i carichi fiscali più rilevanti, un numero di rate superiore alle 36 attualmente previste. In parallelo, si valuta una diversificazione delle aliquote Imu in base all’utilizzo degli immobili o alla loro ubicazione, così da rendere il prelievo più proporzionato.
Accanto alle misure di sostegno per chi intende mettersi in regola, resta forte l’impegno contro l’evasione fiscale. Sono già operativi due progetti specifici di contrasto all’evasione totale. Il primo riguarda l’Imu sulle aree edificabili, con l’apertura di contraddittori con i proprietari per definire valori equi e una tassazione adeguata. Il secondo si concentra sulla Tari, con controlli approfonditi in alcune zone della città, in particolare nel quadrante nord, finora meno attenzionato, per l’analisi delle posizioni e il conseguente adeguamento tariffario.
Guardando al futuro, l’assessora annuncia un cambio di metodo nei controlli: dal 2026 si punta a superare i controlli casuali, spesso ripetitivi sugli stessi contribuenti, per passare a verifiche basate su macrocategorie, soprattutto per la Tari. Un sistema che dovrebbe garantire maggiore equità ed efficacia.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire una fiscalità più equa, concentrando le risorse sulla lotta alla macro-evasione piuttosto che sulle piccole irregolarità, e favorendo una maggiore fedeltà fiscale da parte dei cittadini.








