“Vivere Verdi”: a Roma la mostra fino al 19 gennaio

 Si avvia alla conclusione l’anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, ma non accennano a diminuire le manifestazioni Verdie i tributi di affetto al nostro maggior compositore del XIX secolo.

A Roma, per esempio, si apre il 7 dicembre la mostra “Giuseppe Verdi, Musica, cultura e identita’ nazionale”, nel complesso museale del Vittoriano. Curata da Marco Pizzo, Massimo Pistacchi

e Gaia Maschi Verdi, organizzata da Comunicare Organizzando e con un Comitato d’Onore presieduto dal Maestro Riccardo Muti, l’esposizione vuole illustrare la vita di Verdi in rapporto alle vicende storiche, politiche e culturali dell’Italia che si stava formando in quel secolo.

E non e’ casuale che la mostra si tenga proprio al Vittoriano, dove e’ conservato il bozzetto originale del primo monumento dedicato a Verdi a Parma e sul quale e’ ben visibile la scritta che lo rese famoso durante il Risorgimento: VIVA V.E.R.D.I. a significare l’omaggio a Vittorio Emanuele Re d’Italia. Cosi’ come non bisogna dimenticare il legame della Capitale con Verdi. Qui, infatti, furono rappresentate per la prima volta tre delle opere del Maestro, La battaglia di Legnano, I due Foscari (entrambe all’Argentina) e Il Trovatore (all’Apollo).

L’esposizione del Vittoriano conduce il visitatore in una serie di sezioni che, attraverso dipinti, cimeli, giornali dell’epoca, riproduzioni cinematografice e fonografiche, consentono di entrare pienamente nel contesto storico in cui visse il Maestro e quindi di “vivere e sentire” Verdi. Particolarmente interessante, la sala della sezione centrale della mostra, dove, in collaborazione con l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, esiste la possibilita’ di ascoltare la musica lirica verdiana nel corso dei decenni. Si comincia con l’invenzione della fono-riproduzione, con i cilindri in cera (esposti) per passare ai dischi 78 giri, per arrivare infine alla musica in forma digitale.

Ma interessanti sono anche i carteggi del compositore con vari personaggi, le locandine e i programmi di sala originali dell’epoca, i filmati, tra i quali un film restaurato del 1913, “Giuseppe Verdi nella vita e nella gloria” di Giuseppe de Liguoro, realizzato 12 anni dopo la scomparsa del Maestro a Milano. E ancora, brani di film ispirati alle sue opere e un filmato in cui Riccardo Muti, considerato oggi il maggior interprete verdiano, ripercorre le tappe della straordinaria carriera del Maestro di Busseto.

La mostra che si concludera’ il 19 gennaio e’ aperta dalle 9.30 alle 19.30 tutti i giorni (con estensione alle 20.30 dal venerdi’ alla domenica) e l’ingresso e’ gratuito.

   

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