di REDAZIONE-
VITERBO- Il virus West Nile arriva anche nella provincia di Viterbo. L’ultimo bollettino diffuso dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani e dalla Regione Lazio segnala infatti il primo caso nel territorio viterbese, nell’ambito di un aggiornamento che evidenzia un aumento complessivo delle infezioni a livello regionale.
Nell’ultima rilevazione sono stati registrati undici nuovi casi: uno nella provincia di Viterbo, due nel territorio della Asl Roma 3 e otto nella provincia di Latina. Il totale dei casi confermati nel Lazio sale così a tredici, tutti di origine autoctona. Sei pazienti hanno sviluppato la forma neuro-invasiva della malattia, altri sei hanno manifestato sintomi febbrili, mentre un caso è stato individuato attraverso i controlli effettuati su un donatore di sangue.
L’attività di monitoraggio ha inoltre rilevato la presenza del virus in un campione di zanzare, oltre che in un uccello selvatico e in un cavallo, confermando la circolazione del West Nile sul territorio regionale.
Di fronte all’aumento dei casi, la Regione Lazio ha inviato nuove indicazioni operative alle Aziende sanitarie locali. Tra le misure previste figurano il rafforzamento della sorveglianza sanitaria e il coinvolgimento di medici di medicina generale, pediatri, pronto soccorso, infettivologi e veterinari. È stata inoltre richiesta la collaborazione dei Comuni per intensificare gli interventi di disinfestazione contro le larve della zanzara Culex pipiens, principale vettore del virus, nelle aree interessate dalla circolazione virale e nei dintorni dei centri abitati.
Il West Nile è una malattia trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette che hanno precedentemente punto uccelli selvatici, considerati il principale serbatoio del virus. Non si trasmette da persona a persona attraverso i normali contatti. Più raramente sono stati documentati casi di trasmissione tramite trasfusioni di sangue, trapianti di organi o dalla madre al feto durante la gravidanza.
L’incubazione varia generalmente da due a quattordici giorni, ma può prolungarsi fino a tre settimane nelle persone con un sistema immunitario compromesso. Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi. Quando si manifesta, può provocare febbre, mal di testa, nausea, dolori muscolari, ingrossamento dei linfonodi ed eruzioni cutanee. Le forme più gravi colpiscono soprattutto anziani e soggetti fragili e possono interessare il sistema nervoso centrale.
Le autorità sanitarie raccomandano infine di adottare semplici misure di prevenzione, come eliminare i ristagni d’acqua, utilizzare repellenti contro le zanzare e proteggere gli ambienti domestici con zanzariere, soprattutto durante il periodo estivo, quando la presenza degli insetti è maggiore.





