VITERBO- Il concerto di sabato 14 marzo 2026 (Auditorium Carlo Azeglio Ciampi, ore 17) è dedicato al repertorio jazzistico raramente eseguito nella Stagione dell’Università. L’evento, in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica S. Cecilia di Roma, è affidato al S Trane Quartet costituito da giovani di valore: Reuben Pompei, sax tenore; Giuseppe Caracci, pianoforte; Davide Di Mascio, contrabbasso e Alessio Maimone, batteria.
Il programma, dal significativo titolo da Broadway a Coltrane, è dedicato a musicisti considerati giganti del jazz.
Il concerto potrà essere seguito in Diretta, o in Differita, Streaming nel sito seguente:
https://www.youtube.com/@VideoUniTuscia
Biglietti: Intero 10 euro – Ridotto 5 euro
(Ridotto 5 euro per Personale docente e tecnico amministrativo delle Università.Studenti delle Università, dei Conservatori e delle Scuole secondarie) La biglietteria è aperta dalle ore 16.00. L’accesso è da Via Sabotino 20 (ampio parcheggio interno)
Info: Francesco Della Rosa. Tel. 0761.357.937; 348.793.1782. E-mail: delrosa@unitus.it
Giuseppe Caracci
Giuseppe Caracci nasce a Polla (SA) il 09/06/2002 e inizia a suonare all’età di 9 anni. Inizialmente si appassiona al jazz degli albori, quindi al ragtime e allo stride piano, e viene seguito dal pianista Adriano Urso. Successivamente prende lezioni dal pianista Andrea Beneventano, il quale lo fa appassionare al bebop e all’hard bop. Approfondisce così l’armonia, la tecnica pianistica, il solfeggio e la lettura. Nel 2025 consegue la laurea triennale in pianoforte jazz con voto 110 e lode al Conservatorio Ottorino Respighi di Latina, seguito dal pianista Luca Mannutza, con cui esamina in modo metodico lo studio sia della tradizione ma anche del jazz contemporaneo. Ha studiato privatamente con Roberto Tarenzi a Roma. In occasione dell’International Summer Workshop di Siena Jazz studia con Aaron Parks, Kit Downes, Pablo Held, Kris Davis, Walter Smith III, Melissa Aldana, Miguel Zenon, Lage Lund, Reiner Baas, Ben Street, Linda May Oh, Thomas Morgan, Eric McPherson, Jeff Ballard, JK Kim, John Hollenbeck, Philip Dizack, Marquis Hill, Hermon Mehari, Norma Winstone.
Appassionato di musica classica approfondisce da autodidatta lo studio dell’armonia, dell’orchestrazione e della composizione mediante l’aiuto di manuali dedicati scritti principalmente da Vincent Persichetti e Arnold Schönberg.
L’influsso della musica del ‘900 e la grande passione per compositori come Stravinskij, Bartók, Sibelius, Grieg, Shostakovich e Prokofiev influenza molto il suo approccio improvvisativo ma compositivo soprattutto.
Attualmente, oltre all’attività concertistica, porta avanti vari progetti musicali con i giovani talenti della capitale.
Si è esibito in vari jazz club, teatri e festival tra cui: Gregory’s Jazz Club, Miles Davis Jazz Club e Tatum Art (a Palermo), Per Bacco Jazz (a Taranto, per la rassegna Sounds From the Future, con il suo progetto di brani originali), Jazz Image, Lettere Caffè in Jazz, Teatro Arciliuto, Café Le Duc (Amsterdam), Gatsby Cafè, Music Restaurant Da Peppe, Auditorium Casa delle Culture, Garbatella Jazz Festival, Albano Jazz Festival, TAG Goes Jazz (rassegna Blaqsheep), Danny’s Bar, Mujic Suburbio Social Club (Tributo a Massimo Urbani), Pentalfa Club, Johnny Răducanu Jazz Festival.
Instagram:
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Facebook:
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S Trane Quartet
Il S Trane Quartet è un ensemble dinamico dedicato a onorare le eredità di John Coltrane e Wayne Shorter, catturando l’essenza del classico sound jazz degli anni ’60.
Con un profondo impegno verso l’arte e l’innovazione di questi due giganti del jazz, il quartetto offre performance che uniscono improvvisazione espressiva, ricca esplorazione armonica e potente interplay ritmico.
Con Reuben Pompei al sax tenore, Giuseppe Caracci al pianoforte, Davide Di Mascio al contrabbasso e Alessio Maimone alla batteria, il gruppo reinterpreta il rivoluzionario repertorio di Coltrane e Shorter con autenticità e passione. I membri del quartetto sono tutti studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma, dove condividono un percorso di alta formazione musicale che alimenta la loro ricerca artistica e il loro impegno nel portare avanti la tradizione e l’evoluzione del linguaggio jazzistico.








