di MARIELLA ZADRO-
MONTEFIASCONE (Viterbo)- Sabato 6 settembre è il giorno di Zahi Hawass archeologo ed egittologo egiziano, presente nella cittadina lacustre di Montefiascone per presentare la sua prima biografia:” L’uomo con il Cappello “esclusiva per l’Italia con FAS Editore.Accolto dal sindaco Giulia De Santis e l’assessore alla cultura Renato Trapè, Hawass segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, noto anche per le sue numerose apparizioni
nei programmi televisivi e nei gruppi di ricerche divulgative in documentari sull’antica Civiltà Egizia.
Il pomeriggio è iniziato con il saluto di ringraziamento per la presenza del professore da parte del sindaco, che ha rivolto un particolare ringraziamento all’assessore Renato Trapè, per l’impegno profuso per la realizzazione di questo evento; alla Associazione Culturale Compagnia del Teatro, nella persona di Giacomo Barelli per l’organizzazione dei vari momenti culturali estivi.
Presente insieme al professore la dott.ssa Stefania Sofra che ha curato la traduzione del libro e, per l’occasione, ha esercitato la funzione d’interprete.
Una vita ricca d’incontri con celebrità, un particolare ricordo della Principessa Diana Spencer e l’attore Omar Sharif.
Un viaggio straordinario tra le scoperte, ha riportato alla luce tombe dimenticate, il rapporto con Roberto Giacobbo e la conduzione dei progetti, ma soprattutto la passione e la forza con la quale ha difeso il patrimonio culturale dell’Egitto.
Infatti il 1° di novembre, sarà inaugurato il Grand Egyptian Museum, il più grande museo archeologico al mondo dedicato a una sola civiltà per il quale Hawass tanto si è adoperato.
Attualmente si sta impegnando in due petizione via internet (sono state contattate 500 mila persone sperando di arrivare ad un milione) per richiedere il ritorno in Egitto di tre reperti di pregiato valore : il Busto di Nefertiti al museo di Berlino, lo Zodiaco di Denderah al museo del Louvre e la Stele di Rosetta al British Museum.
“Durante i miei viaggi, ha concluso Hawass, avvicino molti giovani, perché spero di passare il “testimone” ad una persona meglio di me”.






















