ACQUAPENDENTE (Viterbo)- Giovedì 13 agosto 2026, l’Associazione per la Cultura di Frontiera “Cassia km 141”, con il “Museo della Città” di Acquapendente e la Parrocchia del Santo Sepolcro, hanno organizzato un evento per la riscoperta del Castello dell’Imperatore, che secondo la tradizione sarebbe stato distrutto in seguito alla rivolta antimperiale del 1166, di cui ricorre l’860° anniversario, in seguito al miracolo della Madonna del Fiore, per celebrare il quale ogni anno a maggio vengono allestiti i pannelli floreali dei pugnaloni. Una presentazione storica ricca di novità, che si terrà presso il “Museo della Città” di Acquapendente, e successiva visita guidata ai luoghi del Castello dell’Imperatore verranno effettuate dall’architetto Renzo Chiovelli, con l’organizzazione della storica dell’arte Giulia Maria Palma, a partire dalle 21,30.
In seguito ad accurate ricerche, risulterebbe infatti che il castello, di cui, in base alla tradizione, la demolizione avrebbe lasciato simbolicamente in piedi una sola torre, poi detta dell’Orologione perché vi fu installato almeno dal XVI secolo il primo orologio pubblico aquesiano, esisteva ancora oltre cento anni dopo la presunta distruzione e con lo stesso nome di Castello Imperiale o Castel Vecchio. Lo attestano documenti redatti da dignitari imperiali, che lo usarono anche come prigione sicura in cui segregare i loro più acerrimi nemici, come avvenne nel 1179 da parte di Corrado di Monferrato, che aveva risieduto nel castello almeno dal 1177, prima di diventare Cesare all’Impero Romano d’Oriente e successivamente re di Gerusalemme. Corrado tenne incatenato nelle segrete del castello, per un lungo periodo e rilasciandolo solo dopo l’esborso di una ingente somma di denaro, il potente arcivescovo Cristiano di Magonza, cancelliere dell’imperatore Federico Barbarossa, dopo che lo aveva sconfitto in battaglia.
Ma l’importanza e l’antichità del castello di Acquapendente è ancor più attestata dal fatto che l’imperatore Ottone I il Grande, vi risiedette dopo che era stato incoronato, assieme alla moglie Adelaide, dal papa Giovanni XII a Roma il 2 febbraio 962, combinandola con la rivendicazione dell’Italia come loro possesso. Secondo le documentazioni riportate in passato da vari storici, difatti, fu nel castello di Acquapendente che Ottone I avrebbe iniziato, mediante una serie di trattati e diplomi, a dare vita alla rinascita del Sacro Romano Impero, unendo i territori tedeschi e del nord Italia: «portatosi poi in Acquapendente per dare effetto a quello ch’egli aveva nel pensiero, ivi primamente confermò alle Città d’Italia quella libertà, che le era stata concessa da Carlo Magno, col solo obbligo delli tre tributi, Fodro, Parata, e Mansionatico, di più ai privati, ma più cospicui Cittadini delle medesime Città, cominciò a ripartire onori, e utili».

Ad Acquapendente, la riscoperta del Castello dell’Imperatore nell’860° anniversario della sua presunta distruzione
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