VITERBO – È partito a inizio ottobre il progetto Link, legami che aiutano. Finanziato dalla regione Lazio nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, l’obiettivo del progetto presentato da Arci Solidarietà Viterbo SRL Impresa Sociale in collaborazione con Associazione Murialdo ODV è sostenere i giovani nella costruzione di una maggiore consapevolezza di sé, nella capacità di esprimere e riconoscere le proprie emozioni e nello sviluppo di competenze relazionali fondamentali per una crescita equilibrata.
La diffusione di problemi legati alla salute e al benessere mentale nei giovani in età evolutiva, è una tendenza generale che caratterizza gli ultimi anni e che trova conferma anche nella Tuscia. L’indagine sugli stili di vita giovanili Progetto Selfie, ad esempio, evidenzia per la provincia di Viterbo alcuni indicatori di disagio emotivo come la diffusione di comportamenti autolesivi e il ricorso all’alcol per gestire le emozioni. In questo contesto il progetto prevede una serie di interventi educativi e di ascolto psicologico rivolti ai giovani.
Link, legami che aiutano coinvolge tre scuole, l’Istituto onnicomprensivo L. Da Vinci (Acquapendente), l’Istituto comprensivo S. Giovanni Bosco (Fabrica di Roma) e l‘Istituto comprensivo Paolo III (Canino). Oltre agli istituti scolastici è coinvolta la parrocchia Santa Maria delle Farine (Viterbo), la cooperativa sociale L’Arco di Gallese e la srls Il Senso della vita di Orte. È attivo anche il partenariato con il CEIS S.Crispino di Viterbo che metterà a disposizione la sua comprovata esperienza nell’ambito della
prevenzione, cura e accompagnamento di minori e giovani in situazione di vulnerabilità.
Nel mese di ottobre sono iniziate le attività preliminari per individuare, con le scuole e le altre organizzazioni, i bisogni e programmare gli interventi più efficaci di promozione del benessere psicologico ed emotivo e di prevenzione del disagio giovanile.
Da novembre il progetto entrerà nel vivo con laboratori specifici per favorire l’inclusione sociale, potenziare la competenza linguistica e quella relazionale, prestando attenzione anche all’educazione all’uso consapevole degli strumenti digitali. Altre aree di intervento dei laboratori saranno quelle della prevenzione delle dipendenze e del confronto e conoscenza reciproca tra culture differenti.
Nell’ambito del progetto sarà attivata una linea di ascolto psicologico, curata da una psicologa qualificata, a cui le ragazze e i ragazzi potranno rivolgersi per un aiuto ad affrontare le difficoltà emotive, relazionali, personali e scolastiche. Questa linea di ascolto non avrà una funzione terapeutica ma di prevenzione e promozione del benessere: una funzione di sostegno, orientamento e individuazione precoce delle situazioni di disagio. Il progetto punta a coinvolgere 170 giovani.





