ROMA – “La decisione del Consiglio di Stato che respinge il ricorso della regione Lazio e conferma la sentenza del Tar sul dimensionamento scolastico rappresenta un passaggio importante per il nostro territorio e per la tutela della scuola come presidio educativo e roccaforte della socialità.
La pronuncia ribadisce con chiarezza che scelte così rilevanti per le comunità locali non possono essere assunte senza un percorso corretto, trasparente e condiviso con gli enti del territorio. Il Consiglio di Stato ha evidenziato carenze procedurali significative nel percorso seguito dalla Regione, in particolare la mancata trasmissione della proposta di piano alla Conferenza regionale permanente per l’istruzione e l’assenza di una motivazione adeguata rispetto a decisioni che si discostavano in maniera sensibile dalle indicazioni espresse dagli enti locali.
Si tratta di rilievi che confermano le criticità che avevamo denunciato fin dall’inizio. La programmazione della rete scolastica è un atto delicato che incide sulla vita delle comunità, delle famiglie, degli studenti e del personale scolastico. Non può essere gestita con scelte calate dall’alto o con procedure che non garantiscono pienamente il coinvolgimento istituzionale previsto dalle norme. A rendere la vicenda ancora più grave è anche l’atteggiamento assunto dalla Regione dopo la prima pronuncia del Tar. Nonostante la sentenza fosse immediatamente esecutiva, la Regione ha scelto di non adeguarsi e di proseguire sulla strada del contenzioso.
La vicenda dell’istituto comprensivo Carmine e dell’istituto comprensivo di Grotte di Castro dimostra quanto sia fondamentale ascoltare il territorio e rispettare il ruolo degli enti locali, delle istituzioni scolastiche e degli organismi chiamati a esprimere pareri nel processo decisionale. Quando questo non avviene, il rischio è quello di indebolire presìdi fondamentali per la coesione sociale e per l’offerta formativa.
La sentenza offre ora l’occasione per ripartire da un principio semplice ma essenziale: le politiche scolastiche devono nascere dal confronto e dalla collaborazione tra istituzioni, non da imposizioni unilaterali. È necessario riaprire un percorso serio e condiviso che tenga conto delle specificità dei territori e del valore che ogni scuola rappresenta per la propria comunità”.







