di CINZIA DICHIARA-
Giunge alla sesta edizione il piccolo festival cameristico i Tramonti di Tinia, rassegna itinerante di musica da camera, arte e gastronomia, di base a Sutri, storico avamposto della Tuscia al confine estremo del viterbese con la provincia romana, proteso a ridosso della Toscana.
Ne è direttore artistico Massimo Spada, pianista di ormai consolidata notorietà. Molto attivo tra Viterbo, dove è impegnato nell’organizzazione musicale, Roma, dove insegna presso Avos Project, e Perugia, quale docente del Conservatorio Morlacchi, svolge un’intensa carriera concertistica. Lo incontriamo alla vigilia dell’inaugurazione.
– Sutri, Vivaldi, Avos Project Ensemble, Azienda Agricola Spada, Associazione benefica ALBA, esposizione Onde Sonore con creazioni artistiche visive di Corcos, Tinia è tutto questo?
«Un baluardo che ogni anno rafforziamo con lena nel coniugare diversi aspetti dei quali la musica è elemento propulsore. In unione con la gastronomia locale. Ai concerti sono connesse, infatti, degustazioni di prodotti tipici che arricchiscono la fruizione di una cultura in crescita, cosicché riusciamo ad accogliere sempre meglio un turismo che nel tempo si è diversificato per interesse, ampliando l’orizzonte anche verso nord».
E prosegue: «L’antichissima città di Sutri, come ogni anno, ci accoglie per il concerto d’apertura presso lo splendido Palazzo Doebbing, sede di mostre molto importanti che fanno parlare di altissima qualità, meta imprescindibile per chi voglia conoscere questa zona. Inserito nel circuito museale della provincia di Viterbo, è uno dei luoghi di maggiore attrattiva.
– Quali novità, quest’anno?
Iniziamo il 19, con un programma dedicato a Vivaldi, che prevede i concerti Le Stagioni, scelti a definire il tema portante di questa edizione: la connessione fra musica e natura, declinata a più livelli. Musica che parla con la natura, Musica della natura, Musica fatta con la natura, ciascuna delle tre serate previste avrà una connotazione sua propria. La serata iniziale è dedicata al volgere del tempo secondo la rotazione dell’asse terrestre, dunque al clima che varia con il variare delle diverse fasi dell’anno, dal freddo al vento, al caldo, all’afa: le stagioni come tempo che passa e la natura che si trasforma.
Il giorno dopo, il festival si sposta nel cuore dell’Azienda Agricola Spada, promotrice fin dalla prima edizione e luogo dove tutto è nato. Su una terrazza panoramica dedicata ai concerti, con palco e pianoforti disposti all’uopo. Il programma passerà da I Pini di Roma di Ottorino Respighi, costituenti della natura che ‘formano’ la storia della città eterna, alla liederistica schubertiana, custode di elementi naturalistici, di una natura romantica che si fa personaggio, con il celeberrimo soprano Sylvia Schwartz, al pianoforte Mario Montore. Quindi la serata si chiude con una natura che si fa ironica e comica nella versione cameristica de Le Carnaval des Animaux di Camille Saint-Saëns, nota e divertente personalizzazione di animali.
In chiusura, il terzo giorno si terrà il concerto dedicato alle percussioni, non con strumenti ma con elementi naturali che vengono reinventati: con le mani, con i piedi, con i mestoli della tradizione. Un modo di ‘usare’ la natura per fare musica. Uno spettacolo divertentissimo, in collaborazione con la classe di percussioni del Conservatorio di Perugia, il Morlacchi Ensemble Percussioni, specializzato in Body percussion, con musiche di autori molto importanti. Come da consuetudine del festival di ospitare una prima nazionale, seguirà un brano del compositore Bryce Dessner, vera autorità a cavallo fra diversi generi musicali, non esclusivamente classico ma aperto ad altri ambiti, come il pop. La sua ampia visione si riverbera nel modo di scrivere, dunque anche nelle sue composizioni per quartetto d’archi, delle quali ascolteremo una pagina bella e interessante».
– Come nasce, nel festival, la collaborazione con l’Associazione ALBA?
«Noi crediamo molto nel progetto didattico di Daniele Battaglia e della sua associazione, tant’è vero che non appena lui propone un piano di raccolta fondi per borse di studio che la fondazione assegna in memoria della sorella scomparsa, Loredana, siamo d’accordo».
– La sorella era musicista?
Insegnava in un’università rumena e teneva molto a dare un supporto a un paese che, soprattutto anni fa, era molto in difficoltà e necessitava di aiuto, per una rinascita. Si era sempre adoperata in tal senso e oggi suo fratello, nell’intento di proseguirne l’attività benefica, cerca ogni anno di procurare borse di studio destinate a ragazzi meritevoli nell’Università di Iași. Dunque noi collaboriamo con lui dedicando la raccolta fondi del concerto di sabato 20 giugno per la nobile causa.
– Una sinergia nata in seguito a un incontro, a un’amicizia?
Vi sono anni di amicizia, tra noi. Abbiamo voluto condividere subito il progetto, collaborando, nel tempo, in occasioni diverse e in molti concerti davvero belli. Per una causa benefica da sostenere sempre.
Intervista raccolta il 18 giugno 2026


