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Dipingere l’invisibile: il sogno si fa arte

Magritte, Bosch, Füssli, Dalí e Chagall: cinque artisti tra sogno e realtà

di ANGELO RUSSO-

Per Carl Gustav Jung, il sogno è un teatro nel quale il sognatore è contemporaneamente scena, attore, suggeritore, regista, autore, pubblico e critico.

Ogni notte, dentro di noi, si apre un palcoscenico. Vi compaiono volti, luoghi e presenze; il tempo cambia ritmo e l’impossibile acquista la naturalezza della realtà. La pittura permette a questo universo di restare visibile anche dopo il risveglio, dando forma a paure, desideri e memorie.

Nel Novecento, il Surrealismo farà del sogno e dell’inconscio territori centrali della ricerca artistica. Ma il rapporto tra pittura e immaginazione onirica attraversa epoche e sensibilità differenti. Lo esploriamo attraverso cinque artisti: René Magritte, Hieronymus Bosch, Johann Heinrich Füssli, Salvador Dalí e Marc Chagall.

René Magritte: il mistero dello sguardo

In Il falso specchio, un grande occhio racchiude un cielo attraversato dalle nuvole. Il dipinto suggerisce una domanda: ciò che vediamo appartiene soltanto al mondo esterno oppure anche alla nostra interiorità? Magritte introduce l’enigma in una forma familiare e ci invita a interrogarci sullo sguardo, sulle sue possibilità e sui suoi limiti.

Hieronymus Bosch: il fascino della visione

Nel Giardino delle delizie, creature ibride, corpi e architetture fantastiche costruiscono un mondo che attrae e inquieta. L’opera nasce da un contesto religioso e morale, legato al peccato e al

Hieronymus Bosch
Il giardino delle delizie, 1490–1500
Dimensioni: 185,8 × 325,5 cm, trittico aperto
Museo: Museo Nacional del Prado, Madrid, Spagna.

destino umano. Il suo universo visionario può tuttavia ricordarci il sogno, dove meraviglia e turbamento convivono senza contraddizione.

Johann Heinrich Füssli: il peso dell’incubo

Con L’incubo del 1781, Füssli dà corpo all’oppressione notturna. Una donna giace sul letto mentre una creatura oscura incombe sul suo petto e una testa equina emerge dalle tende. La scena rende percepibile la vulnerabilità di chi dorme: quella paura che sembra occupare lo spazio e sottrarsi a

Johann Heinrich Füssli
L’incubo, 1781
Dimensioni: 101,7 × 127,1 cm
Museo: Detroit Institute of Arts, Detroit, Stati Uniti.

ogni controllo.

Salvador Dalí: l’impossibile diventa credibile

In Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana, un attimo prima del risveglio, Gala dorme mentre intorno a lei si sviluppa una sequenza di apparizioni: un pesce, tigri e una baionetta.

Salvador Dalí
Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana, un attimo prima del risveglio
Dimensioni: 51 × 41 cm
Anno: 1947 secondo l’attuale scheda del museo; circa 1944 secondo il catalogo della Fondazione Dalí.
Museo: Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid, Spagna.

Vicino alle teorie freudiane, Dalí esplora le associazioni dell’inconscio. La precisione della sua pittura rende plausibile l’assurdo, proprio come accade mentre sogniamo.

Marc Chagall: la memoria diventa poesia

In Io e il villaggio del 1911, volti, animali, case capovolte e figure sospese ricompongono i ricordi della terra d’origine. La memoria segue una geografia affettiva: ciò che è lontano torna vicino, le

Marc Chagall
Io e il villaggio, 1911
Dimensioni: 192,1 × 151,4 cm
Museo: Museum of Modern Art (MoMA), New York, Stati Uniti.

proporzioni cambiano e ogni elemento acquista un’intensità personale. È una dimensione che possiamo accostare all’esperienza del sogno.

Questi artisti ci invitano a sostare davanti alle immagini, lasciando che suscitino domande e risonanze. La riflessione di Jung può accompagnare il nostro sguardo senza diventare una spiegazione unica delle opere. Perché davanti a un quadro, come davanti a un sogno, qualcosa ci riguarda prima ancora che riusciamo a comprenderlo.