ROMA – «La prima barriera che voglio sottolineare è la barriera burocratica. Oltre alle difficoltà che queste famiglie affrontano ogni giorno, si scontrano con un muro. Le barriere architettoniche possiamo eliminarle; il muro della burocrazia, alcune volte, è veramente invalicabile».
Così la Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità del Lazio, l’onorevole Anna Teresa Formisano, nel corso della presentazione della prima relazione semestrale sulle attività svolte, illustrata alla VII Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Alessia Savo.Nel corso dell’audizione, la Garante ha illustrato il lavoro svolto nei primi mesi di attività, da quando si è insediata lo scorso febbraio, soffermandosi soprattutto sulle principali criticità emerse dalle segnalazioni pervenute da cittadini, famiglie e associazioni.
La Garante ha evidenziato la forte crescita delle richieste di intervento rivolte all’Ufficio nel corso del semestre, segnale di un bisogno diffuso di interlocuzione istituzionale: «È come se questa figura fosse diventata già un punto di riferimento per tutte le problematiche che riguardano il mondo della disabilità. Da una parte questo mi fa piacere, dall’altra mi fa sentire una forte responsabilità, perché vorrei dare a tutti le risposte che si aspettano, ma le soluzioni non dipendono sempre e soltanto da me».
Il ruolo delle famiglie e le diseguaglianze territoriali
«L’ottanta per cento delle e-mail che ricevo – ha proseguito Formisano – arriva da madri. Raramente ricevo una segnalazione da un padre o da entrambi i genitori. Ancora oggi sono soprattutto le madri a farsi carico di queste situazioni, spesso da sole, affrontando problemi di lavoro, di permessi, di assistenza e di conciliazione della vita quotidiana».
Tra i temi più volte richiamati dalla Garante, quello delle disuguaglianze territoriali.
«Non è giusto che una persona con disabilità debba avere la fortuna o la sfortuna di nascere in una città piuttosto che in un piccolo comune. Questa non è una variabile indipendente: determina concretamente opportunità, servizi e qualità della vita».
Scuola, volontariato e Terzo settore
Numerose le segnalazioni riguardanti il sistema scolastico, dai problemi legati all’assistenza educativa a quelli relativi al trasporto scolastico e al sostegno.
«Non passa giorno senza che arrivino segnalazioni sulla scuola. Mi sarei aspettata dagli interlocutori istituzionali una maggiore velocità nelle risposte. Non stiamo parlando di questioni secondarie: per questi ragazzi anche un solo giorno di ritardo può fare la differenza».
La Garante ha inoltre richiamato il ruolo insostituibile del volontariato e delle associazioni, avvertendo però che le istituzioni non possono delegare loro responsabilità che competono alla sfera pubblica.
«In un Paese civile il volontariato è prezioso e il Terzo settore è fondamentale, ma queste problematiche non possono essere delegate soltanto alle associazioni. Hanno bisogno di sostegno e di interlocutori istituzionali presenti».
«Molte persone con disabilità sono oggi laureate, specializzate e in possesso di master e competenze spesso straordinarie. Il problema è che non trovano risposte adeguate dal mondo del lavoro. Per molti di loro il lavoro non è soltanto importante: è vita, autonomia, dignità».
Nel suo intervento Formisano ha espresso perplessità rispetto ad alcuni strumenti attualmente utilizzati per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro: «Dobbiamo costruire sistemi semplici, non complicare ulteriormente la vita delle persone. Una persona con disabilità dovrebbe poter inserire il proprio curriculum e vedere immediatamente valorizzate le proprie competenze».
La Garante ha inoltre denunciato la presenza di posti ancora vacanti riservati alle categorie protette anche all’interno di enti pubblici.
«Non è pensabile – ha detto a tale proposito – che enti pubblici, che dovrebbero dare il buon esempio, mantengano scoperti posti destinati alle categorie protette quando esistono persone qualificate in cerca di occupazione».
Tra le criticità segnalate figura anche la scarsa conoscenza della Disability Card da parte di numerosi uffici pubblici.
«L’Unione europea ha introdotto uno strumento importante per semplificare la vita delle persone con disabilità. Eppure, troppo spesso chi la presenta allo sportello si sente rispondere: “E questo che cos’è?”. Così una conquista rischia di perdere gran parte della propria efficacia».
L’assistenza sanitaria
Non meno rilevanti le problematiche emerse nel rapporto con le aziende sanitarie locali, soprattutto in materia di assistenza domiciliare, fornitura di ausili e continuità dei servizi.
«Riceviamo segnalazioni che riguardano assistenza domiciliare insufficiente o difficoltà organizzative che per una famiglia possono trasformarsi in una vera emergenza. Dietro ogni pratica ci sono persone e storie che non possono attendere».
La relazione ha dato conto anche della costruzione di una rete stabile di collaborazioni istituzionali e degli incontri con diversi ministri. In questi mesi la Garante ha sottoscritto protocolli d’intesa con diversi atenei del Lazio, tra cui Sapienza Università di Roma, Roma Tre, Tor Vergata e Lumsa, avviando osservatori dedicati all’analisi delle criticità che ancora ostacolano la piena inclusione degli studenti con disabilità. Sono inoltre in arrivo ulteriori accordi con gli altri atenei del Lazio, nonché iniziative di collaborazione con enti e istituzioni, compresa la Rai, finalizzate alla promozione della cultura dell’inclusione e della tutela dei diritti. In questi primi mesi di attività la Garante ha incontrato il Ministro dello sport, Andrea Abodi, e il Ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, la Ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, e i componenti dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità Maurizio Borgo, Francesco Vaia e Antonio Pelegatti.
Nel corso dell’audizione sono intervenuti l’Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, i consiglieri regionali Angelo Tripodi e Rodolfo Lena, e il presidente della Consulta regionale per la tutela dei diritti della persona con problemi di disabilità,
Umberto Emberti Gialloreti.
La figura del Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità è stata istituita presso il Consiglio regionale del Lazio dalla legge regionale n. 7 del 25 luglio 2023. L’onorevole Anna Teresa Formisano, eletta dal Consiglio regionale il 28 gennaio 2026, è la prima Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità nella storia della Regione Lazio.



