ROMA– La risposta della Commissione Europea all’interrogazione parlamentare sul tetto agli alunni stranieri conferma quanto denunciamo da mesi: la misura promossa dal Governo Meloni viola i trattati europei e il principio di non discriminazione. Porre un limite alla presenza di studenti nelle classi in base alla loro nazionalità è una scelta illegale, ideologica e priva di qualsiasi fondamento pedagogico.
«La bocciatura da parte di Bruxelles mette a nudo la propaganda della destra al governo» spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. «Sulla pelle delle studentesse e degli studenti si fa becera speculazione politica. Dividere le classi in base alla nazionalità crea muri all’interno delle scuole e prova a nascondere i reali problemi del sistema d’istruzione pubblico».
Mentre la Commissione UE ribadisce che le deroghe ai trattati sono ammesse solo per questioni di ordine e sicurezza pubblica, la scuola italiana affronta una grave carenza di risorse, con la nuova legge di bilancio che prevede ulteriori tagli al personale docente. Invece di investire su insegnanti di italiano come seconda lingua (L2), mediatori interculturali, tempo pieno e riduzione del numero di alunni per classe, il Ministero preferisce individuare un bersaglio politico per coprire le proprie responsabilità.
«Chiediamo alla Presidente Meloni e al Ministro Valditara di ritirare immediatamente il provvedimento» conclude Montori. «La scuola deve essere uno spazio di inclusione, integrazione e crescita collettiva, non uno strumento di discriminazione. Continueremo a mobilitarci negli istituti della nostra regione per difendere una scuola pubblica, democratica e accessibile a tutte e tutti».






