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Festival della Cucina Italiana in Svizzera, Basilea si emoziona con i sapori Made in Italy

Una serata di grande partecipazione da Aroma, con gli chef Lino Scarallo e Davide Ruotolo protagonisti dell’ottava tappa. Il Festival si prepara ora agli ultimi due appuntamenti a Lugano, che ospiterà anche la conferenza stampa conclusiva della prima edizione, con la partecipazione dei protagonisti della manifestazione, degli sponsor e dei rappresentanti delle istituzioni.

BASILEA – Grande partecipazione, entusiasmo e una cucina capace di creare connessioni attraverso il gusto. Il Festival della Cucina Italiana in Svizzera ha fatto tappa a Basilea, da Aroma, protagonista dell’ottavo appuntamento della manifestazione. Una serata di successo che ha portato al centro dell’esperienza gastronomica le radici della tradizione italiana, reinterpretate attraverso la sensibilità e la ricerca di due protagonisti della cucina napoletana: Lino Scarallo, chef di Palazzo Petrucci (Napoli), e Davide Ruotolo, pizza chef della stessa struttura.

Ad accogliere ospiti e protagonisti della serata sono stati Stefano e Stefania Giovannini, fondatori di Aroma, realtà nata nel 2009 e oggi punto di riferimento per la ristorazione italiana a Basilea. Tra gli ospiti della serata anche Eugenia Tiziana Berti, Console d’Italia a Basilea, la cui presenza ha sottolineato il valore dell’iniziativa come occasione di promozione della cultura gastronomica italiana e di incontro tra il mondo della ristorazione e la comunità italiana in Svizzera. Dal 2018 nella sede di Auf der Lyss, il ristorante ha consolidato negli anni una propria identità gastronomica, legata alla tradizione romana e a un’idea di ospitalità che mette al centro qualità, convivialità e cura dei dettagli. In cucina, lo chef Mauro D’Orazio interpreta un repertorio che attraversa i grandi classici della cucina romana, mantenendo un dialogo costante tra memoria e contemporaneità. «Il valore di Aroma sta nell’equilibrio tra radici ed evoluzione. Da 17 anni portiamo avanti la nostra idea di cucina italiana in un contesto internazionale, preservando le tradizioni e lasciando spazio alla contemporaneità. Ospitare il Festival è stato motivo di grande orgoglio e un’importante occasione di confronto, che ha confermato quanto la nostra gastronomia sappia dialogare con culture e pubblici diversi. La qualità delle materie prime, la competenza dei professionisti e la convivialità sono gli elementi che rendono la cucina italiana riconoscibile e apprezzata nel mondo. È questo il patrimonio che cerchiamo ogni giorno di rappresentare qui a Basilea», dichiara Stefano Giovannini, titolare e direttore del ristorante Aroma.

Insieme allo chef resident, protagonisti del percorso gastronomico della serata sono stati Lino Scarallo e Davide Ruotolo, che hanno portato a Basilea due interpretazioni complementari della cucina e della pizza contemporanee, accomunate dalla ricerca sulla materia prima, dall’attenzione al gusto e dal legame con la tradizione italiana. «Parlare di cucina italiana è sempre un piacere, soprattutto davanti a una platea attenta e dai gusti ricercati come quella svizzera. Negli anni, a Napoli, ho avuto modo di conoscere e apprezzare un pubblico che ricerca qualità e identità nei piatti, un approccio che rispecchia pienamente la mia idea di ristorazione. La cucina deve essere leggibile, riconoscibile e profondamente legata al territorio. Il Festival rappresenta un’importante occasione di confronto e condivisione, ma anche un’opportunità per trasmettere emozioni: un assaggio deve lasciare qualcosa, evocare un ricordo. A tavola non arriva soltanto un piatto, ma un insieme di sensazioni e memorie capaci di riaffiorare nel tempo», racconta lo chef Scarallo.

Sul fronte della pizza, Davide Ruotolo ha portato a Basilea la propria visione dell’arte bianca, maturata attraverso un percorso professionale che unisce ricerca, tecnica e confronto con grandi professionisti della cucina. «Il mio approccio alla pizza nasce dalla ricerca dell’equilibrio, dallo studio e dalla valorizzazione delle materie prime. Sono dieci anni che lavoro gomito a gomito con lo chef Lino Scarallo, che considero, insieme a Edoardo Trotta, il mio maestro. Da loro ho imparato a guardare oltre le consuetudini, a sperimentare e a riconoscere le potenzialità di ogni ingrediente, anche quello apparentemente più semplice. Per me, fare pizza significa continuare a imparare, affinare la tecnica e sviluppare una propria identità, senza perdere di vista il gusto e il piacere della condivisione. Il Festival rappresenta un’importante occasione per confrontarsi con altri professionisti e portare la propria esperienza in un contesto internazionale, contribuendo a valorizzare la pizza italiana come espressione di cultura, competenza e creatività», spiega Ruotolo.

Ideato, organizzato e diretto da Carla Botta, il primo Festival della Cucina Italiana in Svizzera si avvia alla conclusione con le ultime due tappe di un itinerario che ha attraversato nove città e coinvolto dieci ristoranti, mettendo in rete chef, pizza chef e realtà della ristorazione italiana. Un percorso che ha trasformato la cucina in uno strumento di dialogo e promozione del Made in Italy, valorizzandone il patrimonio culturale, imprenditoriale e gastronomico.

Il calendario prosegue il 3 novembre a Lugano, da Acqua & Farina, con la nona tappa, Scena di gusto, che vedrà protagonisti lo chef Domenico Iavarone, 2 stelle Michelin, e il pizza chef Mario Cipriano, 3 spicchi Gambero Rosso, affiancati dai resident Davide Bacio e Castrese Mallardo.

La manifestazione si concluderà il 4 novembre, sempre a Lugano, al Federale 1855, con la decima e ultima tappa, Linguaggio di gusto. Ai fornelli e al banco pizza si alterneranno due ospiti d’eccezione: la chef Mariangela Susigan, 1 stella Michelin, e il pizza chef Pier Daniele Seu, 3 spicchi Gambero Rosso, secondo classificato nella 50 Top Pizza Italia 2026 e quarto nella 50 Top Pizza World 2026. Ad affiancarli saranno lo chef resident Arturo Fragnito e il pizza chef resident Luca Citterio.

A conclusione della prima edizione, mercoledì 4 novembre, alle ore 10.30, si terrà la conferenza stampa di chiusura del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, al Federale 1855 in Piazza della Riforma, a Lugano. L’incontro rappresenterà un momento di bilancio e condivisione dei risultati raggiunti nel corso della manifestazione e vedrà la partecipazione della direttrice Carla Botta, dei protagonisti del Festival, degli sponsor, dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei partner che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. Al termine della conferenza stampa, gli ospiti saranno accolti per un aperitivo all’Hotel Splendid Royal di Lugano, occasione per celebrare insieme il percorso compiuto e le collaborazioni sviluppate tra Italia e Svizzera.

Con quest’ultimo appuntamento e la conferenza stampa conclusiva si chiuderà ufficialmente la prima edizione del Festival, che ha fatto della cucina italiana un terreno di incontro tra competenze, territori e culture, rafforzando la presenza e il riconoscimento della gastronomia italiana in Svizzera. Il Festival dà già appuntamento al prossimo anno, con una seconda edizione in programma, in via di definizione, dal 1° al 10 novembre 2027, per proseguire il percorso di promozione del Made in Italy e consolidare il dialogo tra Italia e Svizzera attraverso la gastronomia, la cultura e le eccellenze del territorio.