Riceviamo e pubblichiamo il messaggio della presidente del consiglio Meloni alla direttrice generale dell’Unicef Catherine Russell: “Cara Direttrice Russell, cari amici, mi dispiace moltissimo non aver potuto essere oggi a Firenze, ma ci tenevo a farvi arrivare il mio saluto e a celebrare insieme a voi, anche se a distanza, questo momento così significativo. Vi trovate in un luogo
che parla da sé: lo Spedale degli Innocenti, la più antica istituzione d’Europa interamente dedicata
all’assistenza e alla cura dei bambini. Da oltre sei secoli, fin dalla prima bimba accolta tra quelle mura, Agata Smeralda, ogni giorno si ripete nell’Istituto una verità semplice: ogni bambino è una pietra preziosa, da accogliere, proteggere e difendere ad ogni costo.
È una storia, quella dello Spedale, che ci rende orgogliosi e che da quarant’anni si è legata indissolubilmente ad un’altra storia altrettanto importante, quella dell’UNICEF, che ha scelto l’Istituto come sede del proprio Centro globale di ricerca e documentazione. Una realtà d’eccellenza, nella quale prendono forma gli studi e le analisi che orientano le politiche per l’infanzia di tante Nazioni.
Oggi ci apprestiamo a fare insieme un altro passo in avanti. Con l’Accordo di Sede che ci accingiamo a sottoscrivere, infatti, l’Italia si appresta a diventare una delle principali case dell’UNICEF nel mondo. È un onore che riconosce il contributo della nostra Nazione alla vostra missione; è una responsabilità che assumiamo con convinzione. Ospitare in Italia le Agenzie delle Nazioni Unite significa mettere al servizio del mondo ciò che siamo e sappiamo far meglio; vuol dire credere con convinzione in un multilateralismo efficace, concreto e attento ai bisogni delle persone.
I valori dell’UNICEF sono anche i nostri. Per questo, l’Italia continuerà a fare la propria parte ovunque l’infanzia sia minacciata. In Ucraina, dove tanti bambini sono stati uccisi, strappati alle loro famiglie e vivono traumi insopportabili. A Gaza, dove i più piccoli continuano a pagare il prezzo più alto. L’Italia è la Nazione occidentale che ha effettuato più evacuazioni sanitarie, e siamo fieri di aver curato tanti bambini nei nostri ospedali. In Sudan, e in tutte le altre aree del mondo dove conflitti, crisi ed emergenze umanitarie calpestano i diritti dei bambini.
E non ci stancheremo di combattere i trafficanti di esseri umani e tutti coloro che rendono schiavi i
bambini, perché li considerano una merce e li privano del loro presente e del loro futuro. E continueremo a tenere alta l’attenzione sui rischi e le minacce sempre più subdole che si annidano nel mondo digitale e che colpiscono particolarmente le giovani generazioni, anche nelle società considerate più prospere.
Cara Direttrice Russell, cari amici,
come sapete, una delle caratteristiche più celebri della meravigliosa facciata rinascimentale dello
Spedale sono i tondi dei bambini in fasce che decorano il loggiato progettato da Filippo Brunelleschi.
Quei tondi nascondono, a mio avviso, un dettaglio affascinante: non sono tutti uguali. Ognuno è
diverso dall’altro, perché ogni bimbo è ritratto con una posa e un’espressione diversa. Ecco, a me piace pensare che quei tondi non siano stati immaginati così per caso, ma per ricordare a chiunque li osserva che ogni bambino è una creatura unica e irripetibile. E che il grado di civiltà di una società si misura da come si prende cura dei propri piccoli.
Questa è la missione che l’UNICEF porta avanti da ottant’anni, in ogni angolo del mondo. Questa è la missione dell’Italia, che continuerà a camminare al vostro fianco per garantire ad ogni bambino il diritto di crescere, sognare, costruire il proprio futuro. Vi ringrazio e rivolgo a tutti voi un saluto affettuoso”.


