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Fibromialgia: l’appello del Presidente dell’Associazione Fibromialgici Libellula Libera APS al Presidente del Consiglio dei Ministri

ROMA – Francesco Piccerillo, Presidente dell’Associazione Fibromialgici Libellula Libera APS e Caregiver da oltre quarant’anni di una Donna affetta da fibromialgia, rivolge un appello pubblico al Presidente del Consiglio dei Ministri,   affinché lo Stato italiano completi finalmente il percorso di riconoscimento e tutela delle persone colpite da questa Malattia cronica e invalidante.

Non Le scrivo come esperto sociale o analista politico, afferma Piccerillo, ma sia come cittadino che ogni giorno vive accanto a una Donna fibromialgica che come Presidente di un’associazione che ascolta le storie dolorose di migliaia di persone, soprattutto Donne, che nonostante la fragilità continuano a contribuire alla crescita del nostro Paese. La fibromialgia è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1992 ed è dal 2022 classificata nell’ICD‑11 con il codice MG30.01, all’interno delle Sindromi da Dolore Cronico Primario. Si tratta di una condizione complessa, caratterizzata da dolore diffuso, affaticamento severo, disturbi del sonno, difficoltà cognitive e numerose comorbidità. Il suo impatto sulla qualità della vita è paragonabile a quello delle principali malattie croniche infiammatorie.

Nonostante ciò, in Italia migliaia di persone vivono ancora in una condizione di invisibilità istituzionale: ritardi diagnostici, difficoltà di accesso alle cure, assenza di percorsi multidisciplinari, mancanza di tutele lavorative e profonde disuguaglianze territoriali.

Per questo, Piccerillo chiede al Presidente del Consiglio un intervento autorevole affinché:

  • venga completato il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante;
  • sia garantita una applicazione uniforme dei LEA su tutto il territorio nazionale;
  • venga recepita nei sistemi sanitari regionali la classificazione ICD‑11 (MG30.01);
  • siano attivati percorsi multidisciplinari dedicati, con centri accreditati e personale formato;
  • siano tutelati i diritti lavorativi e sociali delle persone affette.

Un gesto di ascolto e riconoscimento, prosegue Piccerillo, restituirebbe dignità, speranza e fiducia nelle Istituzioni a una parte del Paese che troppo spesso si sente lasciata indietro. Una nazione è davvero grande quando nessuno viene abbandonato: quando chi è malato ha diritto a cure, chi è povero a una vita dignitosa, chi è solo a una voce che lo chiami per nome. Piccerillo conclude ricordando le parole di uno dei Padri Costituenti: «La grandezza di una Nazione non si misura dall’estensione del suo territorio, ma dalle tutele che riesce a garantire ai poveri, ai malati e a coloro che sono in uno stato di necessità.»

A Lei, Signor Presidente, aggiunge il compito e l’onore di trasformare le promesse in realtà, le leggi in sollievo, le parole in gesti di cura

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